La nascita delle Saline di Trapani: storia di un paesaggio forgiato dall'uomo

La nascita delle Saline di Trapani: storia di un paesaggio forgiato dall'uomo

Trapani/Nubia

La storia delle saline di Trapani si sviluppa e continua a vivere lungo due millenni di storia di questo angolo di territorio siciliano. In un’oasi marina disegnata ad arte per l’estrazione del sale, uomo e natura si intrecciano con legami ancora indissoluti sin da epoche lontanissime.

La conformazione del territorio, l’ingegno umano e il corso della storia hanno modellato per secoli un paesaggio raro e inimitabile.

Ripercorriamo qui le tappe fondamentali della storia delle saline di Trapani dagli inizi fino ai giorni nostri, per comprendere meglio come una produzione così antica sia sopravvissuta al tempo e agli uomini arrivando fino a noi.

Le origini della storia delle saline: dai normanni agli angioini

Potremmo tranquillamente datare la nascita delle saline a Trapani a epoche anteriori alla nascita di Cristo. Si pensa che intorno al V secolo a.C., i Fenici abbiamo iniziato a lavorare il sale su queste coste, forti della propria espansione commerciale nel Mediterraneo e della grande ricchezza che il sale conferiva loro in termini di potere politico ed economico.

Testimonianze più concrete della presenza delle saline a Trapani si hanno grazie alla documentazione di epoca normanna. A partire da quell’epoca infatti il sale divenne monopolio dello stato, sotto la guida di Federico di Svevia. La produzione statale continuò a esistere anche sotto gli Angioini, che la considerarono un’economia strategica per il potere su questa regione.

Gli spagnoli e l'apice del commercio del sale a Trapani

Fu a partire dagli aragonesi che le saline cominciarono a essere privatizzate. Con il passare del tempo, parte del controllo statale sulla produzione del sale decadde e i ricchi imprenditori dell’epoca acquisirono la proprietà e la gestione di alcuni impianti vecchi e nuovi. Inizia qui il periodo di crescita delle saline di Trapani.

Ma l’apice della produzione e del commercio di sale a Trapani venne raggiunto e documentato dalle testimonianze di epoca spagnola. Nel 1600 Trapani si trasforma nel più grande porto mediterraneo per il commercio del sale. Le saline di Trapani si estendono lungo tutta la costa fino alla città di Marsala con floridi impianti produttivi.

La decadenza dalla Prima guerra mondiale e il recupero con l’oasi WWF

Il commercio del sale e la produzione delle saline di Trapani rimasero floridi anche dopo l’Unità d’Italia nel 1861. Le saline di Trapani furono le uniche saline in Sicilia e in Italia a rimanere fuori dalla nazionalizzazione e nelle mani dei proprietari privati.

Dopo un florido secolare passato, con l’arrivo della Prima e Seconda Guerra Mondiale, le saline di Trapani cominciarono un lento e inesorabile declino per la concorrenza con saline italiane più industrializzate e per la miseria portata dai due conflitti mondiali. Molte saline furono abbandonate o disattivate lasciando un panorama desolato sulla costa occidentale della provincia.

In questo scenario, seguito da alluvioni devastanti e continue guerre commerciali per il dominio del mercato del sale, compare l’ombra dell’urbanizzazione selvaggia. Per salvare questo paradiso naturale dalla cementificazione, grazie alla forza di pochi produttori, le saline di Trapani furono riattivate e potenziate al fine di preservare l’ecosistema uomo-natura dal grande patrimonio naturalistico. È così che nel 1995 nasce la Riserva Naturale delle Saline di Trapani e Paceco, gestita dal WWF Italia.

 

fenicotteri

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